«Il vostro tempo è limitato, quindi per favore non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciatevi intrappolare dai dogmi, non vivete se­guendo le tracce dei pensieri altrui. Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri sovrasti la vostra voce interiore. E soprattutto: abbiate il co­raggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizio­ne. Loro in qualche modo sanno che cosa volete diventare veramente. Tutto il resto è secondario».

Steve Jobs

MAN DISCONNECTED

Immergersi nel grande mare della tecnologia ostacola nei giovani lo sviluppo di una serie di competenze sociali fondamentali per una crescita sana. 
Come risultato, rispetto alle generazioni precedenti, i giovani di oggi sono più impacciati nei rapporti sociali, hanno difficoltà a flirtare, non sono in grado di affrontare le paure e i rischi del rifiuto, non hanno modo di provare il batticuore tipico di quando si chiede un appuntamento. Preferiscono "andare sul sicuro", inciampando però nel reale e incrementando il gruppo sempre più numeroso di timidi sociali. Non solo: ciò che si teme adesso, dato lo sviluppo di tecnologie in grado di realizzare oggetti tridimensionali virtuali creati appositamente per soddisfare i desideri sessuali primari, è che la pornografia diventi sempre più interattiva e coinvolgente al punto da far sembrare le relazioni sentimentali reali sempre meno attraenti. Molte questioni si presentano all'orizzonte.

Di fronte all'incalzare della tecnologia e dei fatturati a nove zeri del mondo digitale, dei videogame, del sesso virtuale, cosa può fare l'uomo comune? Come possono le istituzioni aiutare i giovani a non cadere preda di certe trappole destinate a bloccare e ad ostacolare il normale sviluppo emotivo, personale e sociale dell'individuo?
Pieno di racconti e aneddoti, ma anche di suggerimenti concreti, Maschi in difficoltà è un libro per il nostro tempo. Un libro che informa, sfida e, in ultima analisi, ispira.
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DIPENDENZA DA SOCIAL NETWORK

I sintomi da non trascurare

I Social network entrano in modo sempre più predominante all'interno delle nostre vite. E' diventata una consuetudine, ormai non solo dei più giovani, connettersi ad internet ed entrare in un sito come Facebook, dove è possibile comunicare con persone, più o meno conosciute. La classica piazza del paese di una volta, punto di ritrovo della gente, infatti, si è trasferita nel mondo virtuale. Questa metamorfosi, però, ha portato, in alcuni casi, a conseguenze psicologiche importanti. La dipendenza da Facebook presenta sintomi ben definiti, che vanno considerati un pre-allarme di problemi comportamentali seri.

Sintomi

La dipendenza da Facebook è un problema che interessa maggiormente i giovani, soprattutto in età adolescenziale. Ma non solo. Tutti coloro che hanno solitamente un difficile approccio nei confronti delle altre persone si rifugiano con una frequenza sempre maggiore nel mondo virtuale, a tal punto che l'appuntamento con internet diventa una vera e propria priorità. E' così che comincia la dipendenza da Facebook, con sintomi caratteristici ed evidenti, che dovrebbero fungere da sentinella d'allarme per la ricerca di una soluzione. E' possibile dividere i sintomi in tre categorie principali: comportamentali, psichici e psicosomatici.

Sintomi comportamentali: la persona dipendente da Facebook si connette al social network molte volte al giorno, spesso anche dopo intervalli di soli pochi minuti. Nell'arco della giornata è preoccupato di mantenere costantemente aggiornato il proprio profilo, come se la realtà virtuale fosse più importante di quella reale. Per questo motivo abbandona continuamente la propria postazione di lavoro o di studio per connettersi e scrivere anche semplici frasi che testimoniano la sua continua presenza. Il soggetto dipendente da Facebook spesso non si disconnette neppure per pranzare o cenare; non dorme bene, in quanto resta connesso fino a notte fonda. Inoltre se sa di non potersi connettere in quanto impegnato in altre attività, comincia a diventare nervoso e scontroso.
Sintomi psichici: la dipendenza da Facebook rende la persona totalmente insicura ad affrontare le problematiche quotidiane. Infatti tanto più il soggetto dipendente avverte uno stato di onnipotenza in rete, tanto più si sente frustrato ed inadeguato nella vita di tutti i giorni. L'utente diventa apatico ed insofferente nei contronti della vita reale, perde la sua capacità di concentrazione. Avverte un costante senso di disperazione e di imminente evento negativo.. Perde totalmente la propria personalità, cominciando ad assumere identità differenti e varie, assolutamente altro da se stesso.
Sintomi psicosomatici: a lungo andare i sintomi di dipendenza si tramutano in veri e propri disagi corporali e fisici, che possono manifestarsi con vere crisi di astinenza. Il soggetto, quindi, comincia a soffrire di insonnia, in quanto continuamente pensieroso della propria attività su Facebook. Si sente sempre stanco, depresso, comincia ad avere la vista annebbiata ed avverte incapacità di metter a fuoco. Soffre di nausea ricorrente, disturbi alimentari e costanti mal di testa. E' a causa di tutti questi disturbi che il soggetto dipendente da Facebook fatica a condurre le sue normali attività quotidiane, entrando in un vortice di depressione e paura in quanto incapace di mantere il controllo dei propri stati d'animo.

Il disagio nascosto

La dipendenza da Facebook presenta sintomi precisi e sempre più evidenti col passare del tempo. Tuttavia la dipendenza è quasi sempre la manifestazione di un disagio recondito e non risolto. Il soggetto di base non si sente in grado di affrontare la quotidianità, non si accetta e crea quindi un mondo inventato nel quale trasporre il proprio io. Come per tutte le dipendenze, anche in caso di assuefazione da Facebook è assolutamente necessario intraprendere un cammino curativo con uno psicoterapeuta.

I mille volti della dipendenza da internet e social network: dal cyberbullismo all'isolamento

Basta prendere la metropolitana, salire su un autobus o frequentare un locale affollato, per rendersi conto di quanto il nostro sguardo si sia abbassato. Letteralmente. Siamo rapiti dai nostri smartphone. Sempre connessi, sempre impegnati, al punto di perdere il contatto con la realtà.

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