Cartoni Animati

EMOJI - ACCENDI LE EMOZIONI

Emoji - Accendi le emozioni racconta lo straordinario viaggio attraverso le applicazioni del telefono, in compagnia di un emoji distratto in cerca di se stesso. Nello smartphone di un impacciato adolescente di nome Alex, in un angolo dell'app di messaggistica sorge la ridente cittadina di Messaggiopolis, abitata da faccine rotonde e diligenti che scattano al minimo tap tap sul cellulare. Ciascuna nella propria vetrina è pronta a posare con il sorriso più smagliante, gli occhioni più languidi, l'espressione più sconcertata per essere selezionata dall'onnipotente utente, il quale letteralmente tiene nel palmo della mano il destino del loro mondo. Gene (T.J. Miller) vorrebbe essere un emoji "bah" come i suoi genitori, ma nato senza filtro, può sgranare gli occhi e sformare la bocca a piacimento, assumendo svariate indecifrabili espressioni. La versatilità anomala dell'emoji insospettisce il proprietario del telefono che progetta così di formattare l'apparecchio, diffondendo il panico tra i minuscoli abitanti digitali. Per rimediare all'errore, il coraggioso Gene con l'aiuto dell'amico Gimme-5 (James Corden) e della famigerata hacker Rebel (Anna Faris), si addentra nelle profondità del telefono, alla ricerca del codice in grado di rimediare ai suoi strani comportamenti. Ma un pericolo più grande della cancellazione li attende nel Cloud.

Utilità pedagogico-didattica

La sceneggiatura costituisce uno stimolo alla riflessione sull'uso massiccio del linguaggio digitale delle emoji in sostituzione di messaggi comportamentale più immediati che richiedono la padronanza di mediatori cognitivi quali la capacità di riconoscere le emozioni altrui, di saperle gestire e, al contempo di comunicare le proprie per poter gestire i feedback comunicati al/all'interlocutore. Utile anche per i più piccoli sull'utilizzo del corretto utilizzo dello strumento smartphone, da considerare come "strumento" appunto e non sostituto o "sostituibile" ad interazioni più umane ed emotivamente più coinvolgenti, strutturate e formative. Il film costituisce scuramente un invito ad andare oltre i limiti imposti dalla comunicazione standardizzata "programmata" dalla società di software finalizzata a trasformare utenti in clienti. "Emoticon" simbolo possono aiutare a riflettere su come, appunto si cerchi di sostituire e decifrare in modo standardizzato emozioni più complesse, come nel caso del "cuore" rassegnato al dominio della rete.

RALPH SPACCA INTERNET

Regia di Rich Moore, Phil Johnston. 2018 Voci italiane di: Serena Rossi, Nicoletta Romanoff, Mélusine Ruspoli, Serena Autieri, Fabio Rovazzi. Titolo originale: Ralph Breaks the Internet: Wreck-It Ralph 2. Genere Animazione, Avventura, Commedia – USA, 2018, durata 112 minuti.

Reale non è virtuale. La velocità dell’online spesso ci intrappola in azioni che sono agite senza essere pensate.

di Alberto Pellai, Psicologo e Psicoterapeuta (Fonte: http://magazine.familyhealth.it/ )

Regia di Rich Moore, Phil Johnston. 2018 Voci italiane di: Serena Rossi, Nicoletta Romanoff, Mélusine Ruspoli, Serena Autieri, Fabio Rovazzi. Titolo originale: Ralph Breaks the Internet: Wreck-It Ralph 2. Genere Animazione, Avventura, Commedia – USA, 2018, durata 112 minuti.

“Ralph spacca internet” un personaggio già noto, per chi ha avuto modo di vederlo in versione "spaccatutto”. Ed è rimasto ancora lì, nella stessa sala giochi dove lo avevamo lasciato. Ma adesso c’è una grandissima novità: perché in sala giochi è entrato il wi-fi e tutto quello che fino al giorno prima sembrava succedere solo nell’interazione tra il giocatore e il suo schermo, ora può essere amplificato e portato all’interno di un’infinità di mondi, di suggestioni, di sollecitazioni, di incontri.

E’ proprio l’esplorazione del mondo online, la scoperta del territorio “www” che fa da protagonista di questo cartone. Il tutto prende inizio dalla necessità di cercare un pezzo di ricambio per il videogioco Sugar Rush: ne è rimasto un solo pezzo, disponibile su e-bay. E per andarlo a recuperare Ralph dovrà muoversi in mezzo a tutte le opportunità, ma anche a tutte le insidie che la dimensione virtuale gli farà incontrare. Non è solo nella sua esplorazione “virtuale”: l’adorata Vanellope infatti si unisce al suo viaggio e così l’ingresso nel mondo online diventa al tempo stesso pretesto per una splendida storia di avventura, amicizia, adrenalina. Ma anche un’occasione per far riflettere tutti, grandi e piccini, sui rischi correlati ad un mondo di cui è impossibile definire limiti e confini, all’interno del quale non esistono regole e spesso pensato non tanto per “formare ed educare i propri utilizzatori”, quanto per moltiplicare il profitto di chi lo manovra. E’ la stessa Vanellope, all’ingresso nell’online ad affermarlo. Dice a Ralph: E’ la meraviglia più meravigliosa che abbia mai visto, ma è così grande che sembra non avere confini”. E più tardi aggiunge che lì c’è “tanta roba forte”.

Ralph e Vanellope, al loro primo ingresso nel mondo online non sono poi molto differenti dai nostri figli quando ricevono in dono il loro primo smartphone. Vorrebbero vedere tutto, provare tutto, coinvolgersi in ogni stimolo. Senza però averne le competenze. E vengono risucchiati in modo inconsapevole e automatico dai meccanismi “pulsionali ed iperstimolanti” di tutto ciò che si muove e vive dentro lo schermo. E’ così che Ralph e Vanellope individuano su E-bay l’unico esemplare di volante esistente che può aiutare a far risorgere il gioco di Sugar Rush, rovinatosi nel corso di una partita trasformatasi in un evento senza più controllo. E senza controllo e alcuna comprensione del meccanismo di E-bay è l’offerta al continuo rialzo che Ralph e Vaneloppe fanno per aggiudicarsi il pezzo unico sul famoso sito di aste online. Si troveranno così obbligati a dover recuperare più di 20.000 dollari in meno di 24 ore per potersi portare a casa il prezioso oggetto. Internet sembra avere una risposta a tutto: ma spesso, dietro alla sua “onnipotenza virtuale” si nascondono trappole con gravissime conseguenze nella vita reale. A Ralph viene proposto di entrare in un sito di gioco d’azzardo, poi invece decide, con l’aiuto di un’eroina dei videogiochi online, di investire sulla popolarità online. C’è un sito – Buzztube – che monetizza i “cuoricini” di consenso che i video che Ralph comincia a produrre e diffondere riscontrano in un pubblico sempre più vasto. Nel giro di poche ore Ralph diventa una star del web, guadagna un sacco di soldi, ma poi scopre che tra i molti commentatori dei suoi video ci sono anche numerosi “haters” e le loro parole di scherno diventano come ceffoni “emotivi” che lo portano in uno stato di profonda prostrazione.

La vicenda prosegue in mezzo a mille avventure con un’infinità di spunti di divertimento e riflessione che mescolano intelligenza e creatività in un modo unico.

Cosa ci insegna questo film

Ralph Spacca Internet è un vero e proprio corso di educazione digitale che permette, attraverso le innumerevoli vicende vissute da Ralph nel mondo di Internet, di guardare con pensiero critico e con uno sguardo consapevole alle infinite trappole, oltre che opportunità, che la vita online mette dentro le nostre esistenze. Se i bambini più piccoli rimarranno affascinati dalle avventure del protagonista,  non comprendendo probabilmente tutte le implicazioni correlate alla navigazione online, quelli più grandi e in particolare i preadolescenti potranno istantaneamente costruire una mappa mentale in cui “linkare” molte delle situazioni in cui si trovano coinvolti Ralph e Vanellope con esperienza già vissute nel corso delle loro personali navigazioni web. Pop up che costantemente cercano di portarti in siti e territori dove tu non dovresti avere accesso, siti in cui perdersi senza venirne più fuori, frequentazione dei social effettuata per acquisire un senso di sé più valido e funzionale che si trasformano in boomerang  che generano vergogna, isolamento e paura.

Il cartone “Ralph spacca Internet” può davvero essere usato a scuola all’interno di percorsi di educazione digitale, ma al tempo stesso, può diventare un ottimo alleato di noi genitori per sostenere il bisogno di regole e confini rispetto ai comportamenti online dei figli.

Il cartone presenta inoltre degli “spaccati” meravigliosi su temi che appartengono ai percorsi educativi svolti nella scuola primaria e secondaria di primo grado, relativi alla prevenzione del bullismo e dell’educazione di genere. Splendida e geniale è la capacità che il cartone ha di “mettere in crisi” il mito delle principesse Disney, proponendole come eroine un po’ “obbligate” a stare negli stereotipi loro assegnati dalle storie che le vedono protagoniste, ma al tempo stesso ben curiose di esplorare la bellezza della differenza e della loro competenza, non più basata solo su criteri estetici, bensì “ancorata” ad un nuovo modo di usare il loro “saper fare e il loro saper essere”. Ineguagliabile la scena in cui tutte le principesse in tuta e felpa salvano l’uomo in pericolo trasformandolo nella “Biancaneve” o “bella addormentata” di turno.

Tutto questo è incastonato in una bellissima storia di amicizia, orientata a dare valore a ciò che ci differenzia da chi ci vive a fianco, affermando che tale diversità non deve spaventare, ma diventare una risorsa per una relazione dove ciò che conta non è “ciò che provo io”, bensì “quello che serve all’altro per stare bene”. Insomma, un cartone che è anche una parabola a sostegno del bisogni di empatia nelle storie di amicizia, che farà felici bambini e bambine e che potrà essere utilizzata all’interno di percorsi di educazione pro-sociale.

Il messaggio del film

Reale non è virtuale. La velocità dell’online spesso ci intrappola in azioni che sono agite senza essere pensate. Ecco perché quando un minore entra nel mondo web, gli adulti hanno il dovere di fornirgli un sistema di regole tali da permettergli di vivere il meglio di quel mondo, senza correre i rischi ad esso correlati.

Domande da porsi dopo la visione del film

Perché Internet è così attraente per Ralph e Vaneloppe? Chiedetelo ai vostri alunni, ai vostri figli e poi discutete con loro dei pro e contro della navigazione online da parte dei minori. E soprattutto della necessità di una supervisione attenta e accurata da parte degli adulti.

Il mondo social emoziona, eccita, apparentemente fornisce occasioni di felicità istantanea, ma quando Ralph scopre i commenti negativi che lo riguardano, soffre terribilmente a leggere quelle parole. Spiegate ai ragazzi che cosa è il cyberbullismo, perché si internet bisogna sempre privilegiare una comunicazione non ostile e quale ruolo può giocare ciascuno di noi quando si accorge che una persona viene derisa sia nel reale che nel virtuale?

Le principesse Disney sono “intrappolate” in un copione alquanto sterotipato e nell’incontro con Vanellope scoprono la bellezza di poter vestire un nuovo tipo di abiti e di potersi mettere in gioco in nuove missioni che non siano solo quelle relative a “guardarsi riflesse in uno specchio d’acqua” e “essere sposate da un principe azzurro”. Riflettete insieme alle bambine sull’importanza che la diversità di Vanellope porta nel mondo delle principesse e provate a verificare con loro se anche loro avrebbero cambiato “stile” così in fretta dopo questo incontro.

P.S. Interessante a questo proposito è la possibilità di indagare su questioni inerenti all'identità di genere, al ruolo della figura maschile nell'era digitale e tecnologica (da approfondire con un testo come ad es. Maschi in difficoltà ed. Franco Angeli).

Per approfondimenti leggi anche -> Ralph spacca Internet: analisi del film

BIG HERO 6

Big Hero 6 è un film di animazione in computer grafica prodotto da Disney e dedicato a un pubblico molto ampio, ma che può risultare particolarmente interessante per un target preadolescenziale. Hiro inizia a comprendere come le sue abilità possono emergere se è messo nelle condizioni di imparare e migliorarsi in un ambiente creativo. La creatività non è una dote innata, è presente in ognuno di noi, si manifesta in modo differente e può essere un importante veicolo per potenziare i processi di apprendimento, non solo in campo scientifico. Con la creatività non solo si fanno cose nuove, ma si imparano anche cose nuove. Tutto sta nel cercarla e valorizzarla.

Regia: Don Hall, Chris Williams

Genere: Animazione

Produzione: Walt Disney Animation Studios

Anno: 2014

Sinossi

Nell’affollata e ipertecnologica San Fransokyo vive Hiro Hamada, genietto quattordicenne dell’informatica che nel tempo libero costruisce robot. Notando il suo grande talento, suo fratello Tadashi decide di farlo conoscere ai suoi colleghi e lo conduce al San Fransokyo Institute of Technology: qui il ragazzino vede per la rima volta Baymax, che è in grado di fornire assistenza medica grazie alle informazioni contenute nel suo chip. Per guadagnarsi anche lui un posto all’Istituto, Hiro inventa dei microrobot capaci di agire in gruppo. La sua invenzione viene però rubata e, durante l’incendio appiccato dal ladro, muore Tadashi. Hiro cerca quindi la vendetta e vivrà, assieme agli amici ricercatori, un’esperienza al limite dell’incredibile con tanto di portali su altre dimensioni e colpi di scena.

Approfondimenti

Hiro si trova a dover interagire con un robot progettato per un compito specifico, soccorrere chiunque abbia un problema medico. Quanti e quali robot si usano già oggi in campo medico? In che modo aiutano l’uomo?
Per microrobot di intendono dei robot molto piccoli, esistono veramente? Per cosa vengono usati? Quanto sono grandi?
Il protagonista del film è quello che si chiama un “nerd”, appassionato di robotica, smanettone con i computer. Perché robotica e informatica sono collegate? A cosa serve l’informatica quando si ha a che fare con delle macchine?

Discussione in classe

Il film offre una visione molto positiva delle macchine: Baymax, inventato per curare le persone, riesce a far emergere le emozioni e i turbamenti di Hiro. In altri libri e film le macchine sono invece rappresentate in modo negativo come dannose per l’umanità intera.

- Hai visto di recente film nei quali le macchine sono rappresentate in modo estremamente positivo o negativo?

- In generale le macchine sono utili all’uomo o devono essere viste come una minaccia?