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Film e documentari che trattano il delicato rapporto tra Cinema e Tecnologia sono argomento di questa sezione del sito, costantemente aggiornata in base agli sviluppi e, ahimé, alle nuove patologie che il presente e il futuro dovranno affrontare nella nuova era del "Grande Fratello" che ci apprestiamo a vivere e nella quale siamo già immersi e nel quale viviamo sempre più connessi in rete e ... disconnessi dalla realtà.

Un ragazzino solo e introverso rimane vittima del cyberbullismo, un detective scopre che il “bullo” è suo figlio che, tramite un profilo falso di Facebook, si prende gioco del compagno. Una donna intrattiene un rapporto con un uomo “virtuale” e viene scoperta dal marito. Un avvocato di grido non riesce a staccarsi dal telefono e non vede quel che accade in casa sua, ai suoi figli. Una giornalista conosce un ragazzo che si vende sulle videochat insieme ad altri minorenni e pensa di “usarlo” per fare successo.

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Ruota attorno all’intreccio di queste storie il film datato 2014 del regista Henry-Alex Rubin “Disconnect”, che esplora il nostro bisogno di essere sempre connessi.

Ma quanto siamo dipendenti dalla rete? Quanto la tecnologia influenza le nostre esistenze?

“Ho scritto la sceneggiatura dopo essermi reso conto di come oggi molta gente, durante pranzi o cene, tenga telefonini, tablet etc… sul tavolo e non smetta mai di usarli anche mentre mangia: le persone sono lì tutte insieme ma stranamente non sono presenti le une con le altre. Nel film ho incrociato varie storie che raccontano come la tecnologia che ci unisce in rete, può molto spesso scollegarci nella e dalla vita di tutti i giorni”.

E la frase che campeggia nel trailer del film, “sulla rete ogni inganno è possibile”, mostra come la rete possa spesso trasformarsi in una trappola e attirare dentro di sé la vita delle persone. “Non ho voluto affrontare questo tema con teorie o polemiche - ha sottolineato Henry-Alex Rubin -. Ho voluto semplicemente rappresentare la realtà. Come se fosse un documentario”.

È proprio dall’osservazione della realtà che nasce il film. “Disconnect parla del bisogno di comunicare che tutti hanno, che lo si faccia tramite un computer, uno smartphone o semplicemente in maniera diretta con la persona che si ha di fronte: poiché moltissime persone hanno scelto di vivere principalmente online (scambiandosi messaggi, tweet ed e-mail) la comunicazione e la reale interazione umana sono diventate sempre meno importanti e frequenti. Questo è il tema del film”, ha affermato lo sceneggiatore Andrew Stern.