Internet

Rete di elaboratori a estensione mondiale, mediante la quale le informazioni contenute in ciascun calcolatore possono essere messe a disposizione di altri utenti che possono accedere alla rete in qualsiasi località del mondo. I. rappresenta uno dei più potenti mezzi di raccolta e diffusione dell’informazione su scala globale. Ciascun calcolatore può essere connesso alla rete mediante una varietà di mezzi (fibre ottiche, cavi coassiali, collegamenti satellitari, doppino telefonico), anche se più spesso comunica con una rete locale (per es., la rete locale aziendale), che a sua volta è connessa a I. (di cui costituisce una sottorete); le organizzazioni che offrono servizi I. sono detti ISP (Internet service provider).

1. Cenni storici

La storia di I. ha inizio con quella dell’ente che più di ogni altro ha contribuito alla sua nascita: l’ARPA (Advanced Research Project Agency), creata nel 1957 (ha cambiato nome nel 1971, premettendo il termine Defense, e diventando così la DARPA) dal dipartimento della Difesa statunitense per finanziare i progetti di ricerca suscettibili di applicazioni militari. Qui nel 1967 L. Roberts, del Massachusetts Institute of Technology, pubblicò un piano per ARPANet, una rete per l’interconnessione e l’interlavoro di calcolatori di tipo diverso, distribuiti su distanze geografiche anche considerevoli. Le motivazioni del finanziamento erano di carattere prettamente militare: uno studio del 1962 di P. Baran, della RAND Corporation, aveva indicato una rete fortemente decentralizzata (in cui le informazioni non passano sempre da un medesimo calcolatore centrale che costituirebbe un punto nevralgico) e ridondante (in cui le informazioni possono arrivare alla medesima destinazione attraverso più percorsi) come un sistema capace di garantire le comunicazioni anche in caso di distruzione parziale della rete. Erano già presenti i principali concetti che avrebbero portato allo sviluppo di una rete globale facilmente accessibile a tutti. Nel giro di qualche anno infatti partì, a opera dell’ARPA, il progetto Internetworking Architecture che, per contrazione della denominazione, assunse la denominazione di Progetto Internetting, dando così origine al termine Internet.

La prima rete ARPANet, costituita da quattro calcolatori, nacque nel 1969 presso la University of California di Los Angeles (UCLA). Tre anni più tardi, la rete era già cresciuta fino a comprenderne 40 e fu presentata in occasione della prima International Computer Communication Conference. Gli anni successivi furono dedicati alla messa a punto delle tecniche di interconnessione tra calcolatori eterogenei e, in particolare, alla definizione, a opera principalmente di V.G. Cerf e R.E. Kahn, della serie di protocolli TCP/IP (transmission control protocol/internet protocol), ufficialmente adottati nel 1983.

Parallelamente, lo sforzo di elaborazione di uno standard di comunicazione universale era accompagnato dalla creazione di una struttura organizzativa per la gestione dell’evoluzione della rete Internet. Nel 1979 fu infatti istituito un organismo centrale di controllo, denominato Internet Configuration Control Board (ICCB), che quattro anni più tardi lasciò il posto a una struttura costituita dall’Internet Activities Board (IAB) e da un insieme di gruppi più agili detti task force. L’adozione di I. come rete globale di comunicazione non fu però immediata. Pur avendo dimostrato la fattibilità di una rete di calcolatori su vasta scala, la rete ARPANet fu affiancata da una miriade di reti create per comunità chiuse di utenti. Nell’aprile 1995 la National Science Foundation (NSF) abbandonò il ruolo di finanziatore pubblico di I., la cui struttura di trasporto su lunga distanza, denominata dorsale o backbone, è ora costituita da una molteplicità di reti, appartenenti sia a enti pubblici, come la stessa NSF e la NASA, sia a gestori di reti di telecomunicazioni come AT&T, MCI e SPRINT e ad altri operatori commerciali.

Per gestire a livello globale l’evoluzione di I. è stata creata nel 1991 la Internet Society (ISOC), che rappresenta la principale struttura di ‘governo’ di I., a cui fanno capo la Internet Architecture Board (indicata ancora con la sigla IAB), la Internet Engineering Task Force (IETF), che definisce le normative tecniche, e la Internet Research Task Force (IRTF).

2. I principi di funzionamento di Internet

Uno schema generale e semplificato di I. è riportato in figura.

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Il messaggio informativo digitale, ossia una stringa di numeri, che un utente, tramite il proprio calcolatore, vuole inviare al calcolatore di un altro utente, viene suddiviso in porzioni più piccole, dette pacchetti (generalmente secondo la tecnica detta appunto di commutazione di pacchetto), i quali vengono inviati separatamente in rete e possono raggiungere la destinazione seguendo percorsi diversi; non esiste un percorso predestinato e identico per tutti i pacchetti. Ogni pacchetto, oltre al contenuto informativo, ha anche gli indirizzi numerici (definiti dai protocolli TCP/IP) del calcolatore che ha generato il messaggio e del calcolatore a cui è diretto. L’indirizzo di ogni calcolatore è detto indirizzo IP; a tali indirizzi corrispondono nomi, organizzati in gruppi gerarchici detti domini. L’indicazione dell’indirizzo dominio del calcolatore destinatario rende possibile l’instradamento del pacchetto attraverso le varie sottoreti che formano I., per opera di elaboratori dedicati, detti router. In contrapposizione, i calcolatori dotati di indirizzo I. che non possiedono le funzionalità di instradamento vengono detti host. Per agevolare l’uso di I. da parte degli utenti sono stati messi a punto opportuni software dotati di interfaccia grafica.

Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/internet/